Gli attivatori di comunità che arrivano dalle “Terre di mezzo”

Giovane Socia visita la mappa dell'incanto, mostra realizzata nel corso del forum nazionale a l'aquila

Il 16° Forum Giovani Soci e Socie BCC si è appena concluso: tre giorni di confronto e co-progettazione sul futuro delle aree interne e dei borghi dal titolo “Dalle Terre di mezzo al futuro: Attivatori di comunità, generatori d’incanto”.

«Ognuno di noi può essere un attivatore di comunità». Lo sono i Giovani Soci dietro il Job Day che ad Anghiari, in Toscana, mette in contatto i giovani del territorio con le imprese locali che cercano profili. O quelli che hanno camminato insieme nei Percorsi itineranti, sentieri di apprendimento e collaborazione tra gruppi di giovani provenienti da Campania e Calabria. Lo sono i membri del Gruppo Giovani Soci che hanno trasformato una via di Erchie, in provincia di Brindisi, in una galleria d’arte a cielo aperto, e anche quelli che si sono radunati sulla spiaggia libera di Motrone, a Marina di Pietrasanta, e in una mattinata hanno raccolto 144 chili di rifiuti.

Sono alcune delle storie di attivazione e rigenerazione che lo scorso fine settimana sono approdate a L’Aquila, insieme a 300 giovani da tutta Italia. Storie scelte da Daria Capitani, giornalista di VITA, che vi ha un queste il bisogno di essere “attivatore di comunità” che accomuna il movimento dei Giovani Soci e Socie BCC.

Storie selezionate dalla giornalista tra le tante raccolte in questo sito e che sono state anche parte della Mappa dell’Incanto, la mostra che racconta lo sguardo dei Giovani Soci e delle Giovani Socie delle BCC sui territori.

Terre di mezzo

Il titolo del Forum le chiamava così: “Dalle Terre di mezzo al futuro“. Non sono periferie rassegnate al declino, né zone di passaggio verso altri luoghi: sono un laboratorio di futuro, il presente da costruire oggi. Marina di Pietrasanta, Erchie, Anghiari sono Terre di mezzo in questo senso, e i Giovani Soci che le hanno attraversate a modo loro sono la risposta alla domanda che il Forum ha messo al centro: chi genera il futuro di quei territori oggi?

Ed è proprio nelle Terre di mezzo che le BCC sono più presenti: il 31% degli sportelli si trova nelle aree interne. Su 4.546 servizi bancari sopravvissuti nelle aree interne (dato 2024), 1.253 appartengono al Credito Cooperativo, il 27,5% del totale. In 808 comuni, le BCC sono l’unica banca rimasta.

Restare dove altri se ne vanno. Chi crea le opportunità necessarie perché questo avvenga?

La Mappa dell’Incanto: l’installazione che ha aperto il Forum

Con l’inaugurazione della mostra La Mappa dell’Incanto si è aperto a L’Aquila il 16° Forum Nazionale dei Giovani Soci e delle Giovani Socie del Credito Cooperativo.

La mostra, visitabile attraversando un portale che simboleggia una soglia immaginaria tra l’esterno e l’incanto, propone un percorso per immagini che raccoglie luoghi, comunità ed esperienze che i Giovani Soci hanno scelto di raccontare partendo dai propri territori. Quattro le parole chiave: restare, attivare, custodire, rigenerare che tessono i teli dell’installazione, pagine di un libro infinito che narra una storia di presenza e partecipazione che continua a crescere. E diventa patrimonio condiviso della Rete.

Sono le stesse storie che raccontiamo in questo sito, i racconti delle “Terre di mezzo” abitate dalle BCC, capaci di resistere alle difficoltà, ma anche di esprimere una straordinaria propensione all’innovazione tecnica e sociale.

Accanto ai teli, oltre ottanta scatti fotografici inviati dai Giovani Soci in occasione del Forum: sguardi che testimoniano molteplici punti di vista ed esperienze di chi sogna un futuro migliore e comunità e territori in cui poter restare, crescere e costruire il proprio futuro.

Voci d’Incanto

Immagini ma anche parole: quelle di chi è salito sul palco dello Speakers’ Corner “Voci di Incanto”. Otto Giovani Soci e Socie che hanno portato al Forum le loro testimonianze di un modo diverso di abitare il territorio.

Anna Conte, di Banca delle Terre Venete, ha raccontato Sottosopra, l’associazione che da dieci anni organizza un festival di musica, arte e talk aperto alla comunità: un modo di fare cultura che non aspetta che i giovani se ne vadano altrove per trovarla. Marialessia Carmen De Bonis, di BCC Appulo Lucana, ha portato invece il metodo, con i Cantieri Cooperativi realizzati tra Puglia e Basilicata con la guida della Federazione. Impresa, mutualità, welfare e intelligenza artificiale i temi affrontati con formazione e laboratori esperenziali: l’attivazione si può anche organizzare in un format ripetibile.

Luigi Coviello, di BCC Roma, ha raccontato invece un’iniziativa che unisce Arte e Cultura. Alla Scuola Primaria Mariele Ventre dell’Aquila, l’artista Edoardo Ettorre, con il sostegno della Fondazione BCC Roma ETS, ha dipinto ragazze e ragazzi che usano pile di libri come trampolino verso nuovi mondi: un modo di dire ai più piccoli, ogni giorno passando davanti a quella scuola, che studiare porta lontano. Giulia Palestini della BCC Castiglione Messer Raimondo, ha parlato di Rurabilandia, la fattoria didattica e sociale di Atri, prima in Abruzzo a unire l’accoglienza dei bambini in visita al lavoro di inserimento per persone fragili. Lo ha fatto in compagnia di un ospite speciale, Giovanni Scarpone, “presidentissimo” de I Ragazzi di Rurabilandia. Nell’agriturismo della struttura i ragazzi con disabilità non stanno solo in cucina o al servizio ai tavoli: curano l’orto, trasformano gli alimenti che loro stessi coltivano, seguono ogni fase che porta dal campo al piatto. È diventata un modello di riferimento in Italia, tanto che nel 2024 è stata invitata alle Nazioni Unite in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità.

Luca Cimatti, di RomagnaBanca, ha raccontato i Cammini Sociali di Romagna, un trekking a tappe tra le valli che si chiude ogni volta a tavola in un’osteria sociale, come Il Povero Diavolo, a Torriana. Un’osteria storica, stellata Michelin, che nel 2024 ha riaperto come osteria sociale: offrendo un percorso di lavoro per chi normalmente ne resterebbe fuori. Sebastiano Bencivinni, di BCC Madonie, è arrivato da un luogo con una storia più dura: Verbum Caudo, il feudo confiscato alla mafia a Polizzi Generosa, che undici giovani coltivano oggi a grano, lenticchie e origano su 151 ettari un tempo del boss Michele Greco. Una storia di rinascita nel segno della legalità. Ilaria Antenucci, di BCC Valle del Trigno, ha chiuso con la Cooperativa Sociale Michea di Vasto, che dal 2014 trasforma la frutta del territorio in confetture fatte a mano, dando un’opportunità di lavoro a persone con fragilità, disabilità o ex-detenuti, un vasetto alla volta.

A tenere insieme le otto storie c’è la testimonianza di Patrizia Summa, Giovane Socia e dipendente della BCC Appulo Lucana, con una frase che le riassume tutte: «La vera dignità dell’uomo è essere custode della bellezza». Un festival, un cantiere, un murale, una fattoria, un cammino, un feudo restituito, un vasetto di marmellata: sono tutti modi in cui, quella sera, i territori hanno dimostrato di avere qualcuno che se ne prende cura, e quel qualcuno molto spesso è una BCC.

Il Forum entra nel vivo: la Consulta nazionale dei Giovani Soci e Socie BCC

Membri del Comitato di coordinamento della rete nazionale dei giovani soci e socie delle bcc in platea durante la consulta al Forum 2026

Sabato mattina si è riunita la Consulta Nazionale delle Giovani Socie e dei Giovani Soci, uno dei momenti più importanti di ogni Forum Giovani Soci e Socie del Credito Cooperativo. La Consulta è la sede in cui il Comitato di Coordinamento – appena eletto per il 2026-2029 – si confronta con i delegati dei gruppi locali per tirare le somme sul lavoro svolto finora e per guardare al futuro con nuove idee e prospettive.

Anna Conte e Maria Ferretti hanno ripercorso il mandato appena concluso, con Campus on Air arrivato a 86 diplomati alla prima edizione, e indicato tre direzioni per il prossimo: partecipazione, connessione, racconto. Sul palco sono saliti anche i due gruppi nati nel 2026: BCC Pratola Peligna, con la prima uscita pubblica a luglio, e BCC Basilicata, che debutterà a ottobre a Lorenzana, il paese dove nel 1957 fu fondata la banca.

Poi spazio a gemellaggi tra gruppi: quello tra i Giovani Soci di BCC Mediocarti e di BCC Erchie e quello che invece vede unire Veneto e Marche con i Club di Banca delle Terre Venete e BCC di Filottrano. Un impegno a favorire lo scambio di buone pratiche, sviluppare iniziative formative, sociali e culturali e mantenere un confronto sui temi che accomunano i Giovani Soci: dal coinvolgimento delle nuove generazioni alla promozione dei territori, fino alla capacità di generare valore per le comunità.

Per approfondire il momento della consulta leggi qui.

L’Aquila e il tempo dei giovani

Chiusa la Consulta, il Forum ha guardato fuori dalla sala, alla città che lo ospita. L’Assessore all’Urbanistica ed Edilizia del Comune dell’Aquila, Francesco De Santis, ha descritto una città-cantiere, in cui molto di ciò che è stato ricostruito dopo il sisma, Palazzo Margherita compreso, esiste anche grazie al sostegno del Credito Cooperativo. Tanti ragazzi aquilani, bambini nel 2009, hanno poi trovato in una filiale BCC l’aiuto per aprire un’attività o comprare casa. In un mondo di banche che si allontanano dalle comunità, ha detto De Santis, la BCC resta un faro: a chi chiede credito domanda i progetti che ha, prima di quanto denaro possiede.

Una banca radicata nel territorio vive delle persone che lo abitano, e quelle di domani sono i giovani. Da qui è partito l’intervento di Maurizio Longhi, presidente della FederLUS, che con la Federazione Abruzzo-Molise ha affiancato Federcasse nell’organizzazione dell’evento. “Il ricambio generazionale – ha detto Longhi – per le BCC non è solo necessario, ma inevitabile, nel significato positivo di questa parola. Chi non favorirà questo ricambio, all’interno della propria compagine sociale, ma anche negli organi societari, farà del male alla propria banca. Il futuro delle BCC è dei giovani!”

È un’inevitabilità da favorire: i giovani arriveranno a ruoli sempre più importanti, e le banche devono solo spalancare loro le porte. Essere un interlocutore per la casa, la startup, l’attività professionale, i risparmi, con prodotti digitali all’altezza. Sul piano della governance, un giovane in CdA non basta più. Servono tanti giovani amministratori, con merito, disponibilità e competenze.

Maurizio Longhi, presidente della FederLUS al Forum Giovani Soci e Socie BCC

Infine Alfredo Savini, presidente della Federazione Abruzzo-Molise, ha paragonato il Credito Cooperativo all’Abruzzo “forte e gentile”. È gentile perché dietro ogni operazione vede una persona e una comunità, mentre la finanziarizzazione guarda solo ai numeri. È forte perché tiene ferma questa differenza e la rivendica ogni volta. È questa sensibilità per il territorio che chi c’è da più tempo deve passare ai giovani.

“L’Aquila – ha spiegato Elisa Bernardini, Presidente della Rete Nazionale dei Giovani Soci e delle Giovani Socie – è una città che parla di ricostruzione, di fiducia e di futuro. E credo che questi siano valori che appartengono anche al Credito Cooperativo: ascoltare i territori, dare fiducia, creare opportunità”. Un futuro che, per essere costruito, deve creare le condizioni perché i giovani possano scegliere di restare: “Se vogliamo costruire un territorio dove i ragazzi tornano o restano, dobbiamo lavorare e collaborare insieme”.

Ma creare queste condizioni significa anche preparare le nuove generazioni ad assumere un ruolo nel futuro del Credito Cooperativo che passa, ha detto il Presidente di Federcasse, Augusto dell’Erba, dalla capacità di assicurare continuità al nostro modello, ma puntando sulla qualità. C’è bisogno di giovani preparati, competenti e consapevoli di cosa significhi essere banca e, allo stesso tempo, essere cooperativa. È un percorso che richiede impegno, formazione e competenze, perché non basta l’entusiasmo: dobbiamo essere in grado di amministrare le nostre banche con intelligenza, accuratezza e responsabilità.

Chi resta per generare futuro

Il panel partiva da una domanda: chi genera futuro oggi? Le sei storie salite sul palco hanno risposto in modi diversi ma con un filo rosso in comune: un territorio ha futuro quando qualcuno sceglie di restarci e trova chi lo accompagna.

Giuseppe Glorioso, di Invitalia, ha portato esempi di imprese nate con Resto al Sud e ha spiegato come Invitalia sostiene l’impresa giovanile: ogni impresa che nasce è una saracinesca che si apre e un esempio per gli altri. Vincenzo D’Ercole, sindaco di Castiglione Messer Raimondo, ha ricordato che restare è una scelta, e che servizi come l’asilo nido permettono alle famiglie giovani di poterla fare.

Il primo passo è cambiare sguardo. Lino Gentile, sindaco di Castel del Giudice, esempio virtuoso di rinascita sostenibile, rigenerazione territoriale e lotta allo spopolamento nelle aree interne dell’Appennino molisano, ha invitato a trattare la marginalità come un’opportunità. La comunità va intesa come infrastruttura sociale e occorre puntare sulle alleanze tra pubblico e privato. Maria Ferretti, Giovane socia di BCC Mediocrati, ne è un esempio: ha scelto di restare a Bisignano e di fare qualcosa per il suo territorio, diventando attivatrice della sua comunità. Dopo due anni di ascolto e una mappa di comunità è nata la cooperativa “I Cammini di Bisignano”, con percorsi tra liuteria, ceramica e aziende agricole. La bellezza c’era già, andava resa viva. Per questo ai Giovani Soci ha chiesto di essere rigenerativi: ogni comunità che si spegne aspetta qualcuno che la riaccenda.

In tutte queste esperienze le BCC hanno portato sempre una presenza che altrove manca: affiancando oltre 2.000 progetti di Resto al Sud, per circa 80 milioni di euro o finanziando l’installazione dell’ascensore nell’asilo di Catiglione Messer Raimondo, terminati i soldi pubblici, promuovendo la nascita della Cooperativa di Comunità di Bisignano, solo per fare qualche esempio.

Quali sono invece le condizioni che incidono di più sull’economia reale, quelle cioè capaci di rendere un territorio più attrattivo? Enrico Ricci, presidente di ANCE Abruzzo, pensa che sia necessario restituire dignità al lavoro manuale attraverso l’innovazione. Un “pensare con le mani” che integri le nuove tecnologie alle professioni manuali nell’edilizia creando così opportunità occupazionali ed economiche. Gaetano Locci, Giovane Socio di Banca Campania Centro e Amministratore del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP, ha chiuso il cerchio: nelle filiere di tradizione i giovani non sono solo custodi ma innovatori. Per questo bisogna dare loro gli strumenti per investire nelle nuove leve competitive e permettere il ricambio generazionale nei consigli di amministrazione. Nella filiera della Mozzarella di Bufala, circa il 31% degli allevatori è anche Socio di una BCC e, di questi, circa 400 sono under 35. E nelle emergenze (che siano il COVID o emergenze idriche) si aiutano a vicenda, nel pieno spirito del Credito Cooperativo.

Ognuno di noi può essere un attivatore di comunità

Daria Capitani, giornalista del magazine VITA al 16° Forum dei Giovani Soci e Socie BCC
Daria Capitani, giornalista del magazine VITA

Daria Capitani è arrivata all’Aquila dopo un viaggio cominciato all’alba: il giorno prima era a Ostana, sotto il Monviso, un paese che in pochi decenni è passato da cinque a una cinquantina di abitanti, con un centro culturale, un asilo nido e una cooperativa di comunità. Giornalista di VITA, Capitani parla di territori marginali andando oltre la narrazione appiattita tra i poli opposti di declino o di rinascita. Con VITA, racconta la realtà intera, riconoscendo il bene senza tacere le difficoltà.

Le proiezioni Istat ci dicono che nel 2050 sia i centri che le aree interne vivranno un calo demografico importante, arrivando a 43,2 milioni di abitanti nei primi e 11,8 milioni  le seconde. Ma è anche vero che il 49,3% dei giovani vorrebbe restare nel posto in cui vive, pianificando lì la propria vita e il proprio lavoro e ben 99.574 persone tra il 2019 e il 2023 hanno trasferito la propria residenza in uno dei 3.417 comuni della montagna italiana. 

In tutte queste storie, di luoghi, persone e paesi, la notizia sta nel percorso e non nel risultato. A Valle Castellana, 820 abitanti sparsi in 40 frazioni, il Comune ha rilevato la pompa di benzina che stava per chiudere, e oggi il carburante costa meno che altrove. A Ginostra, sull’isola di Stromboli, è stata la comunità intera a riaprire la scuola per un’unica bambina. Anche lo sportello bancario ha questo valore: una Giovane Socia e dipendente di BCC che a Correggio ha raccontato come i clienti passano in filiale e portano il caffè o un cioccolatino, perché quello sportello è un luogo di incontro.

Da qui Capitani ha ripercorso i verbi della Mappa dell’Incanto, aggiungendo i suoi: custodire, restare, attivare e rigenerare ma anche arrivare e ritornare. E gli esempi per ciascuna parola sono quelli mappati dai Giovani Soci nella Mappa dell’Incanto.

Attivare, ha avvertito Capitani, è il verbo che chiede più manutenzione, perché se smettiamo di presidiarlo ci sediamo sul piccolo successo. Il suo punto di attivazione è ascoltare chi resta pur desiderando partire. Alla sala ha lasciato la stessa domanda: qual è il tuo?

Guardare oltre gli ostacoli: da “senza” a “con”

Arturo Mariani riceve il melograno simbolo del Credito Cooperativo.

Passare dal dire “senza” al dire “con” è un cambio di prospettiva, in una sola preposizione. Arturo Mariani, calciatore della Nazionale italiana di calcio amputati con un Mondiale e un Europeo alle spalle, autore di sette libri e fondatore della Roma Calcio Amputati e dell’Academy Pro Abile, ha aperto il suo intervento con una domanda che rivolgiamo per abitudine, “come stai?”, chiedendo alla sala di rispondere. Da lì il racconto di un ragazzo nato con una gamba sola che per anni si è definito attraverso ciò che gli mancava, finché ha provato a cambiare le parole: da “senza” a “con”, appunto. Con una gamba sola si può giocare a modo proprio, viaggiare, trovare la propria vocazione.

Ne è nata l’idea di Pro Abile, guardare a favore delle proprie capacità e portare lo stesso sguardo sugli altri e sul proprio territorio, perché senza sapere che cosa si sente dentro è difficile costruire qualcosa fuori. “L’ostacolo va abbracciato”, ha detto Mariani, chiudendo con la gratitudine, che permette di accogliere le difficoltà come un’occasione che la vita ci offre. Un messaggio che ha fatto da ponte tra i dati e le storie della mattina e il lavoro di laboratorio del pomeriggio: anche i limiti dei territori possono diventare il punto da cui ripartire.

Un territorio non cambia da solo: tutto inizia con un sogno ma serve una comunità per realizzarlo

Il laboratorio è stato lanciato dal palco con una richiesta da parte di Andrea Zanzini di Appennino l’Hub, l’incubatore d’impresa per le aree interne nato nel 2018, che ha chiesto alla sala di pensare a un proprio sogno senza dirlo a nessuno. Poi le storie di chi un sogno l’ha concretizzato, organizzate secondo le quattro parole chiave di tutto il Forum:

  • Custodire: i Custodi delle Terre di Sulzano e i tegliai di Montetiffi.
  • Rigenerare: il forno di San Leo e AppenniniforAll di Avezzano.
  • Attivare: il Dolomiti Hub di Fonzaso e la Scuola Futura in Appennino di Vergato.
  • Restare: Start Working a Pontremoli e Ca’Co a Pennabilli.

Nel pomeriggio i 282 partecipanti si sono messi al lavoro in un gioco di ruolo a tavoli numerati, divisi per area: 122 persone al Nord (Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, Trentino, Emilia-Romagna) con 8 progetti, 70 al Centro (Lazio Umbria Sardegna, Toscana, Marche) con 5 progetti, 90 al Sud e nelle Isole (Campania e Calabria, Abruzzo, Puglia) con 6 progetti. In tutto 19 progetti, valutati con una griglia di dodici criteri di pari peso e punteggi da 1 a 5: nove valori (territorialità, spirito cooperativistico, radicamento nel territorio, relazioni, comunità, prossimità, imprenditorialità, visione, innovazione) e tre criteri di qualità progettuale (realizzabilità e timeline, completezza, creatività).

Ogni area ha portato le proprie priorità. Al Nord sono prevalsi innovazione, lavoro, servizi e partecipazione, con i punteggi più alti su spirito cooperativistico e visione. Il Centro ha puntato su territorio, comunità e turismo sostenibile, con medie di 4,4 su territorialità, relazioni e visione e progetti costruiti con cura anche nei tempi di realizzazione. Al Sud e nelle Isole sono emersi inclusione, giovani, opportunità e rigenerazione, con progetti molto legati ai luoghi e una parte di progettazione ancora da rifinire.

La squadra di Appennino l'Hub presenta i risultati del laboratorio al Forum Giovani Soci e Socie BCC

Tre progetti hanno colpito più degli altri. “Progetti concreti per una partecipazione reale”, del tavolo 15, ha una forte componente imprenditoriale territoriale e una timeline estesa a 24 mesi, senza tempi forzati, che lo rende credibile. “E tu cosa fai con 20k?”, del tavolo 9, è stato scelto per l’impostazione originale e per la capacità di uscire dagli schemi, restando coerente con i valori delle BCC. “Different Age, same vibes: l’età non conta, conta esserci”, del tavolo 4, è lineare, completo e con tempi realistici.

Ma ci sono state anche altre idee valide. Tre tavoli hanno immaginato una banca che educa, facilita e mette in connessione, con titoli come “Capitale futuro: il primo investimento sei tu!” e “CooperATTIVIAMOCI!”. Altri tre hanno lavorato su luoghi pensati per far nascere relazioni, da “InnestHUB: dalle radici alla connessione” a “Unione totale, borgo vitale: dove nessuno è fantasma!”. Il tavolo 8 ha proposto un uso dei pop-up per avvicinare i giovani alla BCC, e lo slogan del tavolo 12 ha vinto la sfida della memorabilità: “Resta, al resto ci pensiamo noi”.

Matteo Spanò, Vicepresidente di Federcasse sul palco del 16° Forum dei Giovani Soci e Socie BCC

Il metodo adesso è nelle mani dei partecipanti, e Matteo Spanò, Vicepresidente di Federcasse ha indicato come usarlo. “Il Credito Cooperativo ha una tradizione che siamo chiamati a portare avanti, attraverso un’alleanza tra generazioni. Ma questa continuità richiede anche il coraggio di innovare, di tradurre quei valori nel presente e di portare un elemento in più.” Per Spanò il passaggio sta in una lettera, la T: la tradizione che i dirigenti consegnano ai giovani soci e la traduzione che spetta ai giovani soci, cioè trovare il modo in cui quei valori funzionano oggi. La terra di mezzo evocata dal titolo del Forum, ha ricordato, è già il presente. Da qui l’invito a portare i progetti nati ai tavoli nelle federazioni locali e nei gruppi, a trasformarli in iniziative concrete con cui cambiare qualcosa nel proprio territorio, e la promessa che Federcasse, le Federazioni, i gruppi bancari e le singole BCC sosterranno le esperienze migliori.

Ai Giovani Soci e Socie ha suggerito di farsi avanti: partecipare all’assemblea, rivolgersi alla propria banca e “rompere le scatole”, perché gli spazi si aprono davanti a chi si fa trovare presente.

Dalla partecipazione alla responsabilità.

Una lettera presa da sola può sembrare poca cosa. Jaume Plensa ha dato al suo gigante accovacciato di Antibes, Le Nomade, un corpo fatto interamente di lettere, e lo scultore spiega che ognuna, messa in relazione con le altre, forma parole, le parole formano testi e i testi creano culture. La logica sembra essere proprio quella di una Banca di Credito Cooperativo, dove il singolo socio conta in quanto parte di un insieme. Sergio Gatti, Direttore Generale di Federcasse, ne ha fatto il filo del Dialogo con quattro giovani amministratori e amministratrici di BCC: Alessia Naldini di Chianti Banca, Milena Turi di BCC Terra d’Otranto, Petra Maronese di ZKB Trieste e Gorizia e Andrea Sapignoli di Romagna Banca. A ciascuno ha chiesto una lettera e una parola per raccontare la propria esperienza.

Nelle BCC il ricambio generazionale passa anche dai Consigli di Amministrazione. Un Giovane Socio può partecipare all’assemblea, votare, seguire le iniziative della banca, e a un certo punto può candidarsi per entrare in consiglio. In quel caso risponde delle decisioni della banca, e per questo il percorso ha regole precise. Servono due requisiti, onorabilità e professionalità, oggettivi e tassativi, che se mancano precludono l’incarico. Servono poi due criteri, correttezza e competenza, affidati alla valutazione di chi deve cogliere la qualità delle persone.

Sulla competenza il decreto indica nove ambiti, dai mercati finanziari alla gestione dei rischi, dai controlli interni all’informativa contabile fino alla tecnologia informatica. La valutazione guarda a conoscenze teoriche ed esperienza pratica in più di uno di questi campi, e al Dialogo ciascun ospite ha raccontato quale gli sia costato più fatica.

A chi sceglie questa strada Gatti ha lasciato quattro parole: ascolto, passione, partecipazione e coraggio. Il coraggio ha però una compagna di viaggio indispensabile, la prudenza, e Gatti le vuole insieme: “possono e devono andare insieme” per svolgere un servizio di qualità. I quattro ospiti arrivano dal Chianti, dal Salento, da Trieste e Gorizia e dalla Romagna, e prima di sedersi in consiglio erano Soci come tutti gli altri. Il percorso che hanno fatto è quello che il direttore indica a ogni giovane socio: ascoltare la propria comunità, partecipare, assumersi la responsabilità quando si è pronti a farlo.

Incanto, tempo e bene comune

Incanto sembra una parola da poeti più che da chi amministra una banca, e il Forum l’ha messa alla prova per tre giorni. Oltre Palco, il podcast live curato dai Giovani Soci, l’ha portata nelle interviste a ragazzi e relatori, con tre domande: che cosa vuol dire far parte di una comunità, come si diventa generatori di idee, che cosa si può fare in concreto sul proprio territorio. Le voci raccolte tra i partecipanti e ascoltate in sala raccontavano di restanza e di ritorno, di chi è partito per Bologna, per Milano o per l’estero e poi è rientrato nel proprio paese. Per la riflessione finale i Giovani Soci hanno ricostruito sul palco uno studio radiofonico, con Pietro Del Soldà, filosofo, autore e conduttore di Tutta la città ne parla su Rai Radio 3.

L’etimologia lega l’incanto al canto, alle formule magiche, al rapimento, e per molto tempo la ragione l’ha trattato da nemico, come Ulisse che si fa legare all’albero maestro per sentire le sirene senza cedere. Quel disincantamento del mondo ha dato medicina, scienza e tecnica, e nessuno propone di rinunciarvi. Il prezzo si paga quando lo schema diventa l’unico sguardo possibile: territori, relazioni ed esperienze piegati a un obiettivo, ognuno manager di sé stesso in una società che misura la performance. L’incanto riapre la vista, ed è “la capacità di guardare oltre il singolo lato che noi attribuiamo alle cose, alle esperienze, e che ci fa percepire che c’è dell’altro”. Il digitale propone molte piccole seduzioni che danno l’idea della varietà e restano in superficie.

Per andare in profondità serve tempo. “L’esperienza dell’incanto come inizio di un nuovo sguardo sul mondo chiede tempi lunghi”, e i tempi lunghi sono ciò che la logica del breve periodo, nata nella finanza e diffusa a tutto il resto, ha reso rari. Chi ne concede a un luogo o a un progetto ne esce cambiato, anche quando il progetto fallisce.

Da questa disponibilità nasce la cooperazione. Chi mette sé stesso e il proprio successo al centro di tutto finisce per usare anche gli altri come mezzi per i propri scopi, amici compresi. Per Del Soldà la cooperazione comincia prima dell’impresa e del mercato, con un passo indietro dell’io, e senza quel passo bene comune e cooperazione restano parole buone. “La relazione vera è la ricerca di un bene autenticamente comune”, e Platone la riassume dicendo che sono comuni le cose degli amici. Una relazione così ha bisogno di vicinanza, di persone con cui si vive e che ci si guarda negli occhi. Per questo ha invitato a considerare il borgo e la comunità piccola come luoghi adatti a costruirla, e a smettere di raccontarli solo come territori in crisi demografica.

L’esempio portato alla platea è una festa della vendemmia in un paese del Salernitano. Si mangia, si ascolta musica, si assiste a spettacoli teatrali, si discute. La festa è diventata il perno di una nuova vita politica del paese. Il suggerimento è seducente quanto concreto: attirare le persone fuori dal proprio guscio e dare loro un’occasione per stare insieme, perché l’essere umano, ricordava Aristotele, è un animale politico. La cittadinanza, in questa lettura che offre Del Soldà, è l’esperienza con cui ci si realizza come esseri umani.

Murales, stelle e una cooperativa: il Forum si conclude dove l’incanto è già realtà

Per anni Aielli, in provincia dell’Aquila, ha visto calare i propri abitanti, fino a restare senza un bar. Oggi i bar sono tre, c’è un ristorante, gli alloggi per i visitatori sono undici e il saldo demografico, dopo anni di segno negativo, è tornato in pareggio. Lo hanno raccontato dal palco il sindaco Enzo Di Natale e Pierluigi Nucci, presidente della cooperativa di comunità La Maesa, prima che i partecipanti raggiungessero il paese. Il sindaco parla di un turismo costruito da zero insieme alla comunità, arrivato a circa 100.000 visitatori l’anno.

Il mezzo è stato l’arte. Borgo Universo è un museo a cielo aperto con una sessantina di murales che coprono intere pareti, dipinti da artisti di fama internazionale, e il filo conduttore è l’astronomia e l’impegno civile. A questo si affianca una biblioteca scritta sulle pareti: Fontamara, il romanzo di quasi 200 pagine di Ignazio Silone, la Costituzione sul muro del parco dedicato ad Angelo Vassallo, ucciso dalla camorra nel 2010, la Divina Commedia e il Manifesto di Ventotene. Ci sono poi murales sulla legalità e sulla questione palestinese, ed è in corso un nuovo lavoro di un artista moldavo che i partecipanti hanno potuto vedere poi all’opera, nel corso della visita guidata che ha chiuso il Forum.

Il sindaco ha spiegato che l’obiettivo era inseguire l’incanto e la meraviglia per rianimare un paese spento. Una sfida che ancora non si può dire vinta, perché purtroppo i servizi dipendono anche dalla politica oltre i confini comunali così come il problema della denatalità che affligge tutta l’Italia. Nucci ha ricordato che il terremoto del 1915 ha distrutto l’antico borgo, così che il paese non aveva più un passato visibile da mostrare. I murales, ha detto, “ci hanno dato il permesso di ricominciare a raccontare ciò che siamo”, di ricostruire i pezzi di un’identità ritrovata attraverso l’arte. La cooperativa è nata nel 2020 per gestire l’arrivo dei visitatori e oggi ha generato nuovi posti di lavoro stabile.

Dal palco, Aielli era un racconto. Poi i ragazzi e le ragazze che hanno partecipato al Forum hanno avuto la possibilità di visitarlo e quel racconto ha preso la forma di un paese. Lì l’incanto si può toccare.

Un paese che perdeva abitanti e aveva perso anche il suo bar è ripartito da una parete. Qualcuno ha preso un pennello, qualcuno ha fondato una cooperativa, e oggi quelle pareti portano ogni anno circa 100.000 persone dove prima non passava nessuno.

I giovani soci sono ripartiti avendo visto con i propri occhi i temi toccati in questo Forum. Ad Aielli il primo passo è stato un murale, poi una sessantina. Ora tocca a loro, ai nuovi attivatori di comunità, ognuno nel proprio paese, davanti alle proprie pareti ancora bianche.