Sabato mattina si è riunita la Consulta Nazionale delle Giovani Socie e dei Giovani Soci, uno dei momenti più importanti di ogni Forum Giovani Soci e Socie del Credito Cooperativo. La Consulta è la sede in cui il Comitato di Coordinamento – appena eletto per il 2026-2029 – si confronta con i delegati dei gruppi locali per tirare le somme sul lavoro svolto finora e per guardare al futuro con nuove idee e prospettive.
I numeri di questo Forum presentati da Domenico Rubino, Componente del Comitato di Coordinamento per la Federazione Puglia Basilicata parlano di una grande partecipazione: 296 Giovani Socie e Soci presenti al Forum; 14 Federazioni locali rappresentate e 80 BCC di provenienza.
Un percorso lungo tre anni




A raccontare il lavoro del mandato precedente sono state Anna Conte, per la Federazione Veneta, e Maria Ferretti, per la Federazione Banche di Comunità Campania Calabria. Conte ha ripercorso le collaborazioni attivate: con IDEE, l’associazione delle donne del Credito Cooperativo, con Tertio Millennio sull’educazione finanziaria e il rinnovato patto di alleanza con Confcooperative Giovani. Ha poi parlato del lavoro più visibile, l’organizzazione del Forum stesso e degli eventi territoriali, e di quello meno visibile ma altrettanto centrale: quello sulla formazione, dalla partecipazione alle Spring School, alla formazione identitaria offerta da Federcasse a cui la Rete tiene particolarmente con Campus on Air, il percorso di formazione tecnica online che nella sua prima edizione ha messo insieme 8 lezioni, oltre 200 partecipanti e 86 diplomati.
Le tre direzioni del nuovo mandato
Ferretti ha preso la parola per indicare dove va la Rete adesso, con una premessa: non è ancora un piano strategico vero e proprio, perché il mandato è iniziato da poche settimane e quel piano si costruisce insieme, con il contributo della Consulta e dei tavoli di lavoro del Forum. Le direzioni indicate sono tre. La prima è la partecipazione: dai sondaggi diffusi tra i Giovani Soci emerge che molti non partecipano alle assemblee delle proprie BCC, o lo fanno da soci passivi, e l’obiettivo è farli entrare a pieno titolo nella vita istituzionale delle loro Banche di Credito Cooperativo. La seconda è connessione: mettere in relazione gruppi e territori, far sì che chi ha già un gruppo consolidato sostenga la nascita di uno nuovo nella propria Regione, e moltiplicare i momenti di scambio tra i Giovani Soci e i “senior” del Credito Cooperativo, quelli che in Rete si chiamano momenti “BCC Bridge.” La terza è raccontare: alimentare il sito e i canali social della Rete con le iniziative dei singoli gruppi, perché quel racconto esiste solo se ogni gruppo lo scrive e lo condivide.
La Mappa dell’Incanto è stato un segno tangibile dell’impegno e dell’energia dei Gruppi Giovani Soci nei territori, per questo è importante alimentarlo perché le idee messe in circolo possano diventare patrimonio di tutti e tutte.
I gruppi appena nati





La parte più concreta della mattinata l’ha portata Sara Coppi, per la Federazione Emilia-Romagna, che ha chiamato sul palco due gruppi nati nel 2026. Bruna Di Roberto ha raccontato la nascita del gruppo di BCC Pratola Peligna: un invito a cena il 2 aprile, una decina di ragazzi che hanno accolto la proposta, il gruppo costituito il 9 aprile, la prima uscita pubblica il 12 luglio con una passeggiata a Collepietro e un aperitivo al tramonto, poi un cineforum nel luogo dove molti di loro giocavano da bambini. Un gruppo eterogeneo, ha detto, fatto anche di chi il paese non lo abita più ma continua a sentirlo suo, tenuto insieme da riunioni digitali ogni due settimane.
Michele Cingolani ha raccontato invece il gruppo di BCC Basilicata, nato a luglio su spinta della direzione della banca. Il primo evento è a ottobre, e non è casuale la scelta del luogo: Lorenzana, il paese dove nel 1957 circa 64 soci fondarono la banca. Da lì partirà anche un progetto mutuato dall’esperienza del BancaBosco, a novembre su Potenza, e un’iniziativa di solidarietà legata al Natale.
Gemellaggi: quando l’amicizia diventa un patto






Sul palco sono salite poi due storie di gruppi che hanno deciso di legarsi, attraverso un patto di gemellaggio.
Laura Corletto, di Banca delle Terre Venete, ha raccontato il legame con i Giovani Soci della BCC di Filottrano. Si sono conosciuti nei Forum, e una loro delegazione è venuta a un evento in Veneto. Da lì è nata la voglia di costruire qualcosa insieme. A luglio i veneti sono andati nelle Marche a scoprire il territorio dall’interno fino al mare, hanno conosciuto Gabriele Morettini, presidente della banca e tutto il Gruppo Giovani Soci, assaggiato i prodotti tipici e raccontato i progetti realizzati per i giovani delle rispettive comunità. Ne sono usciti amici nuovi e un programma: a novembre, con ogni probabilità, un evento in contemporanea nei due territori sull’educazione finanziaria, con tema e relatori scelti insieme. L’anno prossimo toccherà ai marchigiani essere ospiti in Veneto.
Martina Di Gironimo, di BCC Erchie, ha portato invece il patto siglato a luglio con i Giovani Soci di BCC Mediocrati, in Calabria. Anche qui tutto era cominciato ai primi Forum, tra chiacchierate e scambi di idee, con la scoperta di parlare la stessa lingua e di avere le stesse preoccupazioni per i propri territori. Gli eventi in simultanea sono venuti dopo, poi l’idea di fare un passo in più. Il patto di gemellaggio legato al valore cooperativo che sta alla base delle BCC ha solo reso ufficiale un’amicizia che esisteva già. I due gruppi si sentono ogni settimana e si aspettano agli eventi l’uno dell’altro, come una squadra sola.
Con 80 banche in sala, le combinazioni possibili sono tante, e dalla platea è arrivata la domanda: come si sceglie? Di Gironimo ha parlato di una sintonia scattata subito, al primo Forum, con Vincenzo Fallico e Maria Ferretti, e cresciuta evento dopo evento. Altri gemellaggi arriveranno, ha detto, ma il primo resta speciale. Corletto ha indicato l’amicizia come base di tutto, poi lo scambio, il capire i punti di forza e le difficoltà dell’altro gruppo. Lì, ha spiegato, si trova anche la risposta a chi si chiede perché dedicare tempo ed energia al movimento dei Giovani Soci, tra vite piene di impegni: la volontà di esserci e di dare nuove opportunità ai giovani dei propri territori.
Tre domande, una risposta: più progetti per i territori
La Consulta si è chiusa con tre domande rivolte alla sala tramite Mentimeter. Alla prima, cosa rischia di più di allontanare un giovane dalla propria BCC, le risposte più ricorrenti sono state distanza, lavoro, disinteresse, digitalizzazione e spopolamento: parole che raccontano più un problema di presenza fisica sul territorio che di sfiducia nella banca in sé. Alla domanda su dove la Rete può generare più valore nei prossimi tre anni, la risposta più votata è stata generare progetti concreti per le comunità, seguita da coinvolgere più giovani nella vita delle BCC. E alla domanda su cosa farebbe ottenere più partecipazione giovanile, la risposta con il punteggio più alto, doppio rispetto alla seconda, è stata ancora la stessa: realizzare progetti concreti nei territori.
Insomma, tre domande diverse, una sola risposta che torna sempre: i Giovani Soci non chiedono più eventi, chiedono più cose da costruire insieme.



