Perché visitare Aielli è stata la migliore conclusione del 16° Forum Giovani Soci e Socie BCC?

Giovani Soci e Socie in vista ad Aielli al termine del Forum 2026 davanti al murale di Millo "Your Sky"

Dopo tre giorni passati a parlare di attivatori di comunità, il 16° Forum dei Giovani Soci e Socie BCC si è chiuso incontrandoli, ad Aielli, in provincia dell’Aquila.

Per capire cosa hanno fatto bisogna cominciare da come era il paese prima.

Un paese senza niente da mostrare

Nel 1915 il terremoto ha spezzato la storia di Aielli. Dopo di allora non era rimasto un borgo antico da far vedere, e nei decenni successivi il paese si è svuotato come tanti altri dell’entroterra. Negli anni scorsi contava circa 1.400 abitanti e una comunità spenta, in quello che il sindaco stesso del paese ha definito “un coma da anonimato”. Non c’era più nemmeno un bar.

Una domanda scritta sul muro

Ad Aielli si ricorda Fontamara, il romanzo di Ignazio Silone che racconta racconta la tragica e corale storia dei “cafoni”, i contadini poveri di un immaginario villaggio della Marsica in Abruzzo, oppressi e sfruttati durante i primi anni della dittatura fascista. Il romanzo si chiude con una domanda: «Che fare?». La stessa domanda che si sono posti gli abitanti di Aielli, davanti allo spopolamento che avanzava. La risposta è stata dipingere. Il primo murale è stato realizzato nel 2016, nel 2017 è nato Borgo Universo, il festival che unisce scienza e street art con il quale il paese ha scelto di rinascere e nel 2018 il romanzo di Silone è stato trascritto per intero su una parete del borgo.

Dal primo colore a 100.000 visitatori

Le opere di questa galleria d’arte a cielo aperto oggi sono una sessantina, su facciate intere, firmate da artisti di fama internazionale. Il filo conduttore sono il cielo e le stelle: ad Aielli nacque nel 1856 l’astronomo Filippo Angelitti, e la torre medievale ospita un osservatorio. Una di quelle opere, l’arco di Okuda San Miguel all’ingresso del borgo vecchio, si lasciava fotografare così bene da fare il giro dei social: anche chi non era mai stato ad Aielli ha cominciato a desiderare di andarci per vedere quell’arco con i propri occhi e scattarci una foto davanti.

Il turismo è partito da zero e oggi conta circa 100.000 presenze l’anno, più di settanta per ogni residente. Dove prima non c’era un bar ora ce ne sono tre, un ristorante e undici B&B. Il saldo demografico, dopo anni di calo, è in pareggio. La sfida, ammettono, non è vinta: i problemi dei piccoli paesi dipendono dai servizi e da scelte che superano il livello comunale, come il fenomeno della denatalità.

Una zolla pronta per i semi

Nel 2020 i giovani del paese hanno fondato la cooperativa di comunità La Maesa. È una parola dialettale e indica la zolla di terra dissodata, pronta a diventare culla per i semi. È nata da un’esigenza concreta: arrivavano visitatori e qualcuno doveva accoglierli.

Oggi la cooperativa gestisce l’infopoint, il tour dei murales e le visite delle scuole: 2.215 studenti da 39 scuole nel 2025, il 30% in più dell’anno prima. Dà lavoro stabile a quattro persone, tra cui Emanuela, una delle guide che ha accompagnato i Giovani Soci, assunta a tempo indeterminato. Ha costruito progetti con fondazioni e reti (Snam, Carispaq, Garrone, Borghi IN) e un aiuto allo studio gratuito per i ragazzi, “Compiti in comunità”, insieme al Comune.

Il paese che si legge camminando

Il giro dei Giovani Soci è partito dall’infopoint, in via Filippo Angelitti. Tra le tappe c’erano Pale Blue Dot di Nicola Alessandrini, sulla condizione umana vista dallo spazio come un puntino di polvere azzurrina, Segnali di vita di Guerrilla Spam, e Cardi di Agostino Iacurci, dedicato alle piante tenaci delle montagne d’Abruzzo e allo spirito della sua gente.

I muri di Aielli si leggono anche come pagine: Fontamara, la Costituzione italiana nel parco giochi intitolato ad Angelo Vassallo, la Divina Commedia, il Manifesto di Ventotene. Il giorno della visita un artista dipingeva un nuovo murale, finanziato dall’ambasciata della Repubblica di Moldova, e l’8 ottobre è atteso l’ambasciatore del Giappone per un’opera dedicata a Hiroshima.

Riscoprirsi

I murales hanno dato ad Aielli il permesso di ricominciare a raccontare chi è. «Non abbiamo inventato niente di nuovo», dice chi guida la cooperativa, «stiamo solo riscoprendo noi stessi». Per i Giovani Soci che chiudevano il Forum è stata una tappa giusta: dopo avere parlato di comunità che si attivano, ne hanno visto una al lavoro da dieci anni.

Il racconto completo del Forum è nell’articolo Gli attivatori di comunità che arrivano dalle “Terre di mezzo”.