Truffe digitali e cyber security: quando la mente è l’anello debole. Un convegno per difendersi in rete.

Il Gruppo Giovani Soci di Banca di Cherasco ha promosso un incontro fondamentale per la sicurezza online, con la partecipazione straordinaria di Teo Musso, fondatore di Birra Baladin.

Viviamo un’era iperconnessa: ogni minuto in rete si registrano numeri impressionanti: 500 ore di video caricate su YouTube, 650 mila storie su Instagram e 200 milioni di mail inviate. Tuttavia, questa realtà espone milioni di persone a rischi. Sbagliato credere che gli attacchi informatici colpiscano solo grandi aziende o governi.

“Il nostro patrimonio digitale non è limitato al denaro, ma include i dati che permettono l’accesso a servizi essenziali, incluso il conto in banca,” ha spiegato Nino D’Amico, Cto dell’azienda torinese HRC e responsabile del progetto Cyber Brain. D’Amico è intervenuto giovedì 23 ottobre nell’auditorium di Banca di Cherasco a Roreto di Cherasco, durante l’incontro intitolato: “Truffe digitali, quando è la mente a cadere nella rete.”

La verità è che i ‘cattivi’ non usano solo codici super-complessi: spesso sfruttano l’ingegneria sociale, cioè le nostre debolezze psicologiche. Fanno leva sull’urgenza, la curiosità o la paura per “hackerare” le persone, non i sistemi.

A dare una bussola per orientarsi meglio in rete è stato anche Alberto Rossetti, psicologo e psicoterapeuta torinese, che ha svelato il nostro strano rapporto con la tecnologia: siamo troppo fiduciosi nelle novità e tendiamo (sbagliando) a umanizzare le macchine.
La sua dritta? “Gli hacker sfruttano spesso l’emotività delle persone per i loro crimini.”

Un pioniere sul palco: Teo Musso di Birra Baladin

A conclusione della sessione sulla sicurezza, la parola è passata a Teo Musso, fondatore di Baladin. Musso ha condiviso l’esperienza di 40 anni di vita imprenditoriale, raccontando la sua visione pionieristica nel mondo della birra artigianale.

“Nel 1986 ho fondato una birreria a Piozzo. Avevo vent’anni, e mia madre mi dava del matto,” ha raccontato Musso, parlando degli stop improvvisi e delle sfide iniziali, come la diffidenza verso le prime cotte di birra fatte in casa. Ha ripercorso la rivoluzione degli Anni ’90, quando si diffuse l’idea che la birra artigianale potesse elevarsi al livello del vino. “Oggi l’Italia è un simbolo del buongusto nel mondo. Da quasi vent’anni, con Baladin, lavoro per innovare, creare una filiera e una birra legata alla nostra tradizione, non basata su prodotti importati. Di fatto, sono padre di tre figli anagraficamente, ma anche in qualche modo dei 1.182 birrifici artigianali del nostro Paese.”

Conclusioni e prospettive per il futuro

Le conclusioni sono state affidate al Direttore Generale di Banca di Cherasco, Marco Carelli che ha ringraziato il Gruppo Giovani Soci per aver organizzato un appuntamento su temi di grande attualità e di interesse per loro e per tutta la compagine sociale.

Teo Musso ha voluto aggiungere un suo pensiero legato alla BCC, lodando il lavoro che la banca ha commissionato all’artista Coco Cano per la facciata della sede: un modo originale per dare un senso pop al lavoro bancario. “Siamo saturi di complessità, serve un po’ di leggerezza.” Con i suoi colori e le sue forme l’artista contrbuisce a rendere gli spazi della Banca di Cherasco non solo luoghi bancari, ma punti d’incontro per tutta la comunità.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con HRC, Cyber Brain e Birrificio Baladin, si è conclusa con una degustazione e la premiazione di dieci partecipanti con un pacchetto formativo sulla sicurezza in rete, che include miniserie e formazione esperienziale.