Quando l’Economia Civile diventa esperienza concreta

Come è andato l’evento targato Giovani Soci Banca 360 FVG con Sabrina Bonomi e Davide Marelli a Codroipo

Sabato 6 dicembre al Nodo Hotel di Codroipo si è respirata un’aria speciale. Non era solo l’entusiasmo di una giornata di formazione ben riuscita, ma qualcosa di più profondo: la sensazione tangibile di aver chiuso un cerchio, mettendo insieme i tasselli di un percorso iniziato due anni fa.

I Giovani Soci di Banca 360 FVG avevano promesso una giornata per riflettere su “quale valore e quali valori desideriamo davvero per il nostro futuro e il territorio”, in un momento storico dove velocità e complessità rischiano di farci perdere gli obiettivi importanti. La promessa è stata mantenuta, e anche superata.

L’economia raccontata con numeri e passione

Ad aprire i lavori è stato Davide Marelli, co-founder di “Pillole di Economia”, il profilo Instagram che con oltre 400mila follower ogni giorno spiega dinamiche economiche complesse in modo accessibile. Insieme alla giornalista Valentina Silvestrini, che ha moderato l’intera giornata, Marelli ha offerto uno spaccato sul panorama della comunicazione economica italiana, dimostrando come sia possibile parlare di economia in modo coinvolgente senza perdere rigore e profondità.

La sua energia ha dato il tono giusto all’incontro: l’economia non è solo grafici e statistiche, ma uno strumento per comprendere e trasformare la realtà che ci circonda.

L’Economia Civile prende forma

Il cuore della giornata è stato l’intervento della professoressa Sabrina Bonomi, tra le fondatrici della Scuola di Economia Civile e professoressa associata di organizzazione aziendale. Con competenza e passione, Bonomi ha guidato i partecipanti attraverso il paradigma dell’Economia Civile, uno dei pilastri del Credito Cooperativo, mostrandone la logica trasformativa e le implicazioni concrete per aziende e organizzazioni.

Ma la vera magia è avvenuta nel laboratorio pratico del pomeriggio. Dopo la pausa caffè, i partecipanti hanno potuto “mettere le mani in pasta” sulle sfide reali che organizzazioni e imprese affrontano quando scelgono di aderire ai principi dell’Economia Civile. Non più solo teoria, ma strumenti concreti per navigare la complessità del presente senza perdere la bussola dei valori.

Chiudere un cerchio, aprire nuove strade

È stato difficile non lasciarsi trasportare dall’entusiasmo. E si capisce perché. La giornata ha rappresentato il punto di arrivo di un percorso biennale ricco: dalla biodiversità delle imprese e delle banche alla comunicazione sui social, dagli ecosistemi di lavoro al concetto di Casa Comune. Temi apparentemente diversi che hanno trovato una sintesi coerente proprio nell’Economia Civile.

Ma quella sensazione di aver “chiuso il cerchio” è stata accompagnata da un’altra consapevolezza: servivano proprio quelle parole, quelle riflessioni, per porre le basi dei progetti futuri. Un finale che è anche un nuovo inizio.

Un mix unico di ingredienti

Cosa ha reso speciale questa giornata? L’intreccio virtuoso di elementi diversi: attualità e filosofia, storia e futuro, giovani e territorio. E naturalmente le persone: la passione contagiosa di Sabrina Bonomi e Davide Marelli, la professionalità di Valentina Silvestrini nella conduzione, il supporto costante di Banca 360 FVG che continua a credere nelle idee del gruppo giovani, l’accoglienza impeccabile del Nodo Hotel.

La giornata si è conclusa come era giusto che fosse: con un aperitivo e una cena di Natale a buffet, momento conviviale per scambiarsi auguri e impressioni, per assaporare non solo il cibo ma anche la ricchezza di quanto condiviso.

Guardare avanti

In un’epoca di cambiamenti tecnologici, economici e geopolitici sempre più rapidi e imprevedibili, questa giornata ha dimostrato che è possibile rallentare per riflettere, senza perdere il passo. Anzi: proprio fermandosi a ragionare su valore e valori si trovano le energie e la direzione per affrontare il futuro.

I Giovani Soci di Banca 360 FVG hanno trasformato la formazione identitaria in un momento vivo, partecipato, capace di unire competenza e gentilezza, rigore e passione. Un modello di come si possa fare cultura economica e cooperativa coinvolgendo persone e territorio.

Ora tocca vedere quali progetti nasceranno da queste basi. Ma se l’entusiasmo di sabato 6 dicembre è un indicatore, c’è da aspettarsi molto.