Quando la cooperazione diventa energia: dalla natura alle BCC

La cooperazione non è solo un valore economico o sociale. È un principio universale che attraversa la vita stessa, dalle molecole agli ecosistemi. Ed è proprio da qui che siamo partiti per celebrare “M’illumino di meno”.

Per il 18° anno consecutivo, le BCC hanno aderito alla Giornata nazionale del Risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, con un evento speciale: “Sperimenta l’energia della cooperazione”, un webinar che ha visto protagonisti giovani soci, uno scienziato e rappresentanti di BCC da tutta Italia.

A condurre il pomeriggio Michela Scotto (Giovane Socia della BCC dei Colli Albani) e Mario Boccucci (Giovane Socio di Banca del Piceno), che hanno introdotto un tema affascinante: la cooperazione come principio che attraversa la vita stessa, dalla scala molecolare fino agli ecosistemi complessi.

Dalla molecola all’ecosistema: lezioni di cooperazione

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Leonardo Feletto, comunicatore scientifico e ricercatore, ci ha accompagnato in un viaggio straordinario attraverso la cooperazione in natura.

L’acqua bolle a 100 gradi solo perché le sue molecole cooperano tra loro: senza questi legami, la Terra sarebbe arida come Venere. Il DNA preserva l’informazione genetica per milioni di anni grazie a miliardi di legami che funzionano come una cerniera perfetta. Persino organismi apparentemente semplici come l’ameba Physarum polycephalum riescono a risolvere labirinti complessi e a replicare la mappa della metropolitana di Tokyo, proprio grazie alla cooperazione tra i loro centri di controllo.

Particolarmente suggestivo l’esempio del “Wood Wide Web”: le piante di una foresta comunicano attraverso reti sotterranee di funghi, scambiandosi nutrienti e supportando anche gli alberi più giovani o in ombra. Un vero sistema cooperativo naturale.

La lezione? La cooperazione non è un’invenzione umana, è la strategia che la vita ha scelto per prosperare.

Dalle molecole ai territori: le BCC come ecosistemi

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Ed è qui che entra in gioco il parallelismo più interessante.

  • Come le molecole d’acqua che cooperano per permettere la vita, le BCC mantengono un legame inscindibile con il territorio: ogni 100€ raccolti dal risparmio, almeno il 95% resta nel territorio.
  • Come le reti fungine che connettono l’intera foresta, le BCC presidiano 776 comuni italiani dove sono l’unica presenza bancaria, evitando deserti bancari. L’82% di questi comuni ha meno di 5.000 abitanti.
  • Come l’eterocefalo glabro che vive oltre 30 anni grazie alla cooperazione sociale, le BCC dimostrano straordinaria longevità: l’età media delle oltre 200 banche cooperative italiane supera i cent’anni.

Proprio come ha ricordato il Direttore Generale di Federcasse Sergio Gatti, citando il Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, all’inizio del collegamento: “Prima che i principi della responsabilità ambientale, sociale e di governance diventassero di dominio comune, le banche cooperative li stavano già mettendo in pratica.”

Quando la teoria diventa pratica

Nella seconda parte dell’evento, le BCC hanno condiviso progetti concreti di sostenibilità:

Banca 360 FVG ha raccontato le iniziative del Gruppo Giovani Soci: un convegno sulla biodiversità che ha fatto scoprire la foresta Miyawaki presente a Pordenone, e un trekking alle Pozze Smeraldine seguito da un laboratorio sulla rigenerazione delle aree montane marginali.

Emil Banca ha illustrato il proprio percorso strutturato: dalla misurazione delle emissioni agli obiettivi di decarbonizzazione (riduzione del 50% entro il 2033), dall’utilizzo di piattaforme tecnologiche per il monitoraggio alla comunicazione digitale con contenuti divulgativi accessibili a tutti.

BCC San Marzano di San Giuseppe ha presentato un progetto che tocca il cuore: 600 ulivi piantumati in collaborazione con l’Associazione Olivami per contrastare la devastazione della Xylella nel Salento. Ogni socio adotterà virtualmente un ulivo tracciato e certificato, contribuendo a rigenerare tre ettari di terreno e compensare circa 200 tonnellate di CO2.

Centromarca Banca, prima BCC in Italia con la certificazione ISO 50001 per la gestione dell’energia, ha condiviso i risultati del 2025: impianti fotovoltaici in diverse filiali, completa riconversione LED, primi passi verso la mobilità elettrica.

I reel realizzati dai Giovani Soci e Socie andati in onda durante il webinar hanno contribuito ulteriormente a far capire che le politiche ESG non sono roba da PowerPoint, ma progetti veri che cambiano il territorio. E soprattutto, dimostrare che il Credito Cooperativo è Energia per la Comunità – e anche i giovani lo sono.

L’energia del piccolo gesto collettivo

Un dato significativo: già nel 2007-2008, M’illumino di meno permetteva di risparmiare 400 megawatt, equivalenti a oltre un milione di abitazioni che spengono contemporaneamente le luci. Nel 2019 il risparmio ha raggiunto i 500 megawatt, pari alla produzione di un impianto fotovoltaico di 300 ettari.

Spegnere una lampadina diventa quindi molto più di un gesto simbolico quando è fatto insieme. È cooperazione in azione: un principio che le BCC conoscono bene e che praticano quotidianamente, consapevoli che lo sviluppo integrale del territorio non è solo un valore, ma una necessità. Perché le banche di comunità non possono delocalizzare: se il territorio si “guasta” da qualsiasi punto di vista – ambientale, sociale, economico – non hanno alternative.

Per questo l’impegno sulla sostenibilità è nel DNA cooperativo delle BCC, esattamente come la cooperazione è scritta nel DNA della vita stessa.

Rivedi il webinar “Sperimenta l’Energia della Cooperazione!”