Il Club Giovani Soci 2.0 BCC Montepaone ha co-progettato con il CSEN di Catanzaro il Progetto S.P.O.R.T: formazione di tre istruttori e un campus estivo per 15 bambini neurotipici e neurodivergenti.
A Montepaone il Club Giovani Soci 2.0 ha costruito un progetto in due tempi. Prima la formazione, poi l’esperienza sul campo: è la struttura del Progetto S.P.O.R.T. (Socialità, Pratica, Orientamento e Riscatto Territoriale), realizzato in co-progettazione con il Centro Sportivo Educativo Nazionale (CSEN) di Catanzaro.
Due fasi ma un unico obiettivo: l’abbattimento dei confini della disabilità attraverso la formazione, l’integrazione sociale, la collaborazione, la sensibilizzazione e la coesione.
Prima fase: tre tirocinanti diventano istruttori



Dal 15 al 20 giugno, tre tirocinanti (studenti e laureandi in Scienze Motorie), selezionati sulla base di criteri socio-economici (un ISEE inferiore ai 15.000 euro), hanno seguito un percorso di formazione conclusosi con il conseguimento del titolo di Istruttore di primo livello di Ginnastica Psicomotoria.
Il Club Giovani Soci 2.0 non si è limitato a finanziare questa fase: ha co-progettato l’intero percorso formativo insieme al CSEN di Catanzaro, occupandosi della gestione operativa dell’iniziativa fin dall’inizio.
La seconda fase: il “Campus dell’inclusione”




Con gli istruttori formati, il progetto è entrato nella sua seconda fase: un campus rivolto a 15 bambini tra i 5 e i 9 anni, selezionati secondo criteri sia socio-economici sia clinici, tra bambini neurotipici e neurodivergenti. Le attività proposte erano pensate per stimolare le funzioni neuro-psicologiche ed emotive dei partecipanti, in un contesto pensato apposta per accogliere bisogni diversi nello stesso spazio di gioco.
Il ruolo del Club Giovani Soci, oltre il contributo economico
Se il CSEN di Catanzaro ha messo a disposizione la competenza tecnica e metodologica, il Club Giovani Soci 2.0 di BCC Montepaone ha seguito il progetto passo dopo passo: dalla co-progettazione iniziale alla gestione operativa quotidiana, fino alla messa a disposizione della sede della banca per la giornata conclusiva, con la consegna degli attestati ai tirocinanti. Un ruolo che racconta come i giovani soci abbiano scelto di essere parte attiva del progetto, non solo finanziatori.




Un consiglio pratico per chi vuole ripetere l’esperienza
Il Club stesso indica un margine di miglioramento per le prossime edizioni: il periodo scelto, giugno, coincide spesso con la sospensione delle terapie abituali dei bambini coinvolti, mentre spostare le attività a metà luglio andrebbe incontro meglio alle esigenze delle famiglie.
L’idea del progetto nasce da un confronto tra il Club e realtà attive nel Terzo Settore, tra cui lo stesso CSEN, su come lo sport possa diventare uno strumento concreto di intervento sociale.
Le BCC sono banche inclusive per comunità inclusive: il Progetto S.P.O.R.T. è la dimostrazione di cosa succede quando la finanza si fa strumento attivo di inclusione e coesione sociale:
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