C’è un filo sottile che lega le generazioni, fatto di farina, marmellata e il profumo di un forno acceso. I Giovani Soci e Socie di BCC Erchie lo hanno ritrovato — e lo hanno condiviso con una trentina di bambini — nel laboratorio di biscotti pasquali andato in scena il 1° e 2 aprile 2026 presso “L’Arcobaleno Sala Feste” di Erchie.
Un ponte tra generazioni
L’iniziativa, organizzata in collaborazione con il Centro Auser di Erchie e L’Arcobaleno Sala Feste, ha messo attorno allo stesso tavolo i più piccoli e le signore dell’Auser, custodi di saperi antichi. Sono state proprio loro a guidare bambini e bambine, soci e socie nella preparazione dei chinulieddi: biscotti tradizionali del Sud Italia, nati dalla cucina contadina e immancabili sulle tavole festive.
Il nome racconta già tutto: dal concetto di “ripieno”, un cuore di marmellata racchiuso in una pasta profumata di limone e olio.

Due pomeriggi, un solo ingrediente extra: stare insieme
Il primo pomeriggio, il 1° aprile, è stato dedicato al laboratorio vero e proprio: mani in pasta, grembiuli infarianti e la pazienza delle nonne dell’Auser a fare da guida. Il giorno seguente, il 2 aprile, i bambini hanno ricevuto i loro attestati di partecipazione e portato a casa i biscotti preparati il giorno prima — un piccolo tesoro da condividere con le famiglie a tavola per Pasqua.


Un partner di territorio
Il Centro Auser di Erchie non era un semplice ospite dell’evento: le sue signore erano le vere protagoniste, custodi di un sapere antico e capaci di trasmetterlo con le mani in pasta.
L’Auser è impegnata nel favorire l’invecchiamento attivo degli anziani e valorizzare il loro ruolo nella società, con una proposta aperta alle relazioni di dialogo tra generazioni, culture diverse — e, in questo caso, anche tra farine e matterelli.
Un sodalizio naturale con il Gruppo Giovani Soci BCC Erchie, che ha dimostrato come volontariato e cooperazione possano dare vita a momenti autentici di comunità.
La ricetta di una comunità
1.100 grammi di farina, 300 di zucchero, 6 uova, olio di semi e lievito: gli ingredienti per circa 60 chinulieddi sono semplici, come la cucina di una volta. Ma l’ingrediente che ha reso speciale questi due pomeriggi è stato un altro: la voglia di creare un momento autentico di comunità, gratuito e aperto a tutti, in cui la tradizione non viene solo raccontata, ma vissuta e trasmessa.
Un’iniziativa che dimostra, ancora una volta, come il movimento dei Giovani Soci BCC sappia radicarsi nel territorio e nelle sue storie. Non solo per custodirle, ma per renderle vive.







