Il Carnevale di Pontey torna a vivere

Dopo oltre dieci anni di silenzio, una tradizione valdostana riprende fiato grazie a una Pro Loco nata da giovani Under 30 e al sostegno dei Giovani Soci BCC Valdostana.

C’è una data che, a Pontey, non si dimenticava: il giorno del Carnevale. Quell’appuntamento comunitario atteso tutto l’anno, fatto di maschere colorate, pranzi condivisi, risate e — al calare della sera — il crepitio delle fiamme che divorano il Ferpafrapa. Poi, il silenzio. Per oltre dieci anni il Carnevale è rimasto un ricordo, una fotografia sbiadita appesa alla memoria degli abitanti. Fino al 14 febbraio 2026.

In quel giorno, grazie all’energia di un gruppo di giovani under 30 e al sostegno dei Giovani Soci della BCC Valdostana, la tradizione ha riaperto gli occhi. Trecentocinquanta persone si sono ritrovate in paese per celebrare qualcosa di più di un semplice carnevale: il ritorno alla comunità.

Una Pro Loco nata dalla voglia di fare

La Valle d’Aosta conta 74 comuni, ciascuno con la propria anima. In molti di essi vivono le Pro Loco, associazioni di volontariato che dal latino «pro loco» — «a favore del luogo» — prendono nome e missione: valorizzare il territorio, custodirne le tradizioni, creare occasioni di incontro. Sono il tessuto connettivo invisibile di tanti borghi alpini.

A Pontey questa realtà era scomparsa da quindici anni. Poi, un gruppo di giovani under 30 del paese ha deciso che era tempo di farla rinascere. Nessuna esitazione, solo la determinazione di chi sa che la comunità si costruisce con le mani, non con le parole. La Pro Loco di Pontey è tornata in vita, e il suo primo atto è stato rimettere in scena il Carnevale: l’evento con cui tutti loro erano cresciuti, e che mancava da oltre un decennio.

I Giovani Soci BCC Valdostana: vicini dove conta

È qui che entrano in gioco i Giovani Soci della BCC Valdostana. La loro idea di fondo è semplice quanto concreta: essere presenti là dove il territorio ha bisogno. Non aspettare che le iniziative arrivino, ma andarle a cercare, ascoltare chi lavora sul campo e affiancarsi con strumenti utili.

Venuti a conoscenza della nuova Pro Loco di Pontey, i Giovani Soci hanno subito colto l’opportunità. Dopo alcune chiamate e incontri, la scelta è caduta sul Carnevale come primo progetto da sostenere insieme. Il supporto non si è limitato a un contributo economico: i Giovani Soci hanno aiutato la neonata associazione nelle fasi burocratiche della costituzione, in particolare nell’apertura del conto corrente, un passaggio spesso ostico per chi si affaccia per la prima volta al mondo associativo.

Un accompagnamento a tutto tondo, che incarna il significato più profondo del credito cooperativo: stare dentro la vita delle persone, non solo nelle operazioni finanziarie.

Una giornata da ricordare

Il 14 febbraio 2026, il piccolo comune della Valle d’Aosta si è animato come non accadeva da più di un decennio. Il programma ha abbracciato ogni generazione.

Il pranzo del Carnevale ha aperto le danze con numeri sorprendenti: 260 pasti serviti direttamente in loco e altri 100 preparati per l’asporto, a testimoniare quanto la comunità stesse aspettando questo momento. Nel pomeriggio, circa 60 bambini in maschera hanno sfilato per le strade del paese, riempiendo l’aria di colori e risate, prima di raccogliersi per la merenda collettiva. La serata si è chiusa come vuole la tradizione: con il rogo del Ferpafrapa.

Il Ferpafrapa: bruciare l’inverno per rinascere

Il Ferpafrapa è un fantoccio di paglia o stoffa bruciato al termine del Carnevale in alcuni comuni della Valle d’Aosta. Figura caricaturale e capro espiatorio simbolico, rappresenta tutto ciò che appartiene all’inverno: il freddo, le difficoltà, l’anno trascorso. Il suo rogo è un rito collettivo che segna il passaggio alla primavera, alla rinascita, a un nuovo inizio. Il termine deriva dal patois valdostano e richiama l’idea di qualcosa di leggero, fragile, fatto di stracci. Quando le fiamme lo consumano, la comunità si libera simbolicamente del peso del passato e guarda avanti.

Investire nei giovani è investire nel futuro

I numeri parlano da soli: 350 partecipanti per un borgo di montagna, al primo evento organizzato da un’associazione rinata da zero, è un risultato straordinario. Ma la vera misura del successo non sta nelle cifre. Sta in quelle famiglie che si sono ritrovate, in quei bambini che per la prima volta hanno vissuto una tradizione che i genitori raccontavano come un ricordo lontano, in quei giovani volontari che hanno scoperto la soddisfazione di fare comunità.

Per i Giovani Soci BCC Valdostana, questa collaborazione con la Pro Loco di Pontey è il prototipo di un modo di stare nel territorio: non come finanziatori distanti, ma come compagni di viaggio. Individuare le energie locali, supportarle nel momento in cui ne hanno bisogno e celebrare insieme i risultati.

Il Carnevale di Pontey è tornato. E con lui, la prova che quando una comunità decide di ritrovarsi — e qualcuno le tende la mano nel momento giusto — le tradizioni non muoiono mai davvero. Si mettono solo in pausa, in attesa di chi abbia il coraggio di riaccendere il fuoco.