I Giovani Soci BCC Colli Albani e Nettuno hanno firmato cinque patti di gemellaggio con gruppi da tutta Italia: storie, progetti e legami.
Due anni fa Valentina Miscoli muoveva i primi passi nel mondo dei Giovani Soci e Socie BCC. Dopo un paio di aperitivi per conoscersi, la sua prima vera attività era stata il gemellaggio ospitato dalla BCC Colli Albani e Nettuno. Sabato 10 ottobre è salita sul palco della sala conferenze della banca per aprire la nuova edizione, questa volta da Presidente dell’Associazione Giovani, davanti a cinque gruppi arrivati da tutta Italia. Lei stessa lo ha definito «un po’ un cerchio che si chiude».
Sei gruppi da tutta Italia
Dal 9 all’11 ottobre i Castelli Romani e Nettuno hanno ospitato i Giovani Soci di BCC Mediocrati, BCC Valdostana, Cassa Rurale Alta Valsugana, RivieraBanca e BCC Pratola Peligna. I gruppi venivano dalla Valle d’Aosta, dalla Calabria, dal Trentino, dalla Romagna e dall’Abruzzo, e facevano capo sia al Gruppo Iccrea sia a Cassa Centrale. Molti hanno percorso centinaia di chilometri in un periodo pieno di impegni, e Miscoli ha aperto il suo intervento proprio ringraziandoli per questo.
Un’idea partita da qui
Oggi i gemellaggi tra gruppi giovani sono una pratica diffusa, ma il Gruppo della BCC Colli Albani e Nettuno è stato tra i primi a sperimentarli, insieme a Emilbanca e BCC Valdarno Fiorentino. Nel 2024 aveva già ospitato tre gruppi sul proprio territorio. L’anno scorso Miscoli ha raccontato quell’esperienza dal palco del XV Forum Nazionale dei Giovani Soci a Trento, davanti a 300 persone, ed è lì che aveva usato l’immagine che quest’anno ha dato il titolo all’evento: il gemellaggio come seme di idee, relazioni e progetti.
Allo stesso tavolo

Sabato mattina, davanti ai vertici della banca, tra cui il Presidente Capogrossi e il Direttore Generale Masullo, la parola è passata ai gruppi. Ciascuno, con uno o due rappresentanti, ha raccontato come è nato, come è organizzato e quali progetti ha portato avanti sul proprio territorio, soffermandosi su quelli più riusciti e sulle buone pratiche che possono essere replicate altrove. I sei gruppi erano diversi per dimensione, territorio e contesto sociale, ma si riconoscevano negli stessi valori: socialità, cooperazione, mutualità e valorizzazione del territorio.
Miscoli ha ricordato una frase che le aveva detto tempo prima il Presidente Capogrossi: «Nel vedere tanti giovani pieni di entusiasmo ho rivisto l’essenza del credito cooperativo». E rivolta alla sala ha aggiunto: «È esattamente quello che sto vedendo in questo momento».

Cinque firme
Dopo le presentazioni, i referenti hanno letto e firmato uno per uno i cinque patti di gemellaggio tra Colli Albani e Nettuno e i gruppi ospiti. Ogni gruppo ha ricevuto una targa con i loghi di tutti e sei i comitati e questa dedica: «A ricordo delle giornate di amicizia, condivisione e ispirazione vissute insieme nello spirito del credito cooperativo».


Gli ostacoli in comune
La mattinata si è chiusa con un confronto aperto sulle difficoltà che i gruppi incontrano nel loro lavoro quotidiano. Da territori molto lontani tra loro sono emerse sfide simili, e il dialogo è servito a mettere in comune le soluzioni già sperimentate da qualcuno e gli spunti nati durante le presentazioni. Si è parlato anche del ruolo che i giovani soci possono avere nel credito cooperativo e nello sviluppo delle comunità, e di cosa ciascun gruppo può riportare a casa: idee per nuove iniziative, contatti e collaborazioni possibili.

Alla scoperta dei Castelli Romani e del litorale
Nei tre giorni i quaranta partecipanti hanno visitato Ariccia, Nemi, Genzano, Lanuvio e Nettuno, accolti in ogni comune dal Sindaco. La banca ha sostenuto l’evento e lo ha seguito da vicino. I fornitori sono stati scelti tra clienti e soci della BCC, perché le ricadute restassero sul territorio.
Miscoli ha chiuso il suo intervento riprendendo le parole di Trento: «Il gemellaggio è un seme. Di idee, di relazioni, di progetti. Un seme che può far crescere noi, le nostre BCC e le nostre comunità».
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