Camminare lentamente, mangiare bene, guardare oltre.

Un trekking nell’entroterra romagnolo, una guida esperta e un pranzo con un menù romagnolo aperto al mondo.

C’è un modo per conoscere davvero un territorio: esplorarlo a piedi, lentamente, non con la macchina. E poi sedersi a tavola con qualcuno che quel territorio lo abita in un modo diverso. Lasciando, con il proprio lavoro, un segno importante in una piccola comunità.

Il 19 aprile scorso, il Gruppo Giovani Soci di RomagnaBanca ha radunato ventiquattro partecipanti, li ha condotti in un trekking sulle colline di Torriana, con due guide esperte, e ha conluso la mattinata con un pranzo che valeva da solo tutto il viaggio.

Prima a piedi

A guidare il gruppo lungo i sentieri dell’entroterra romagnolo sono stati Irene Canini, guida ambientale, e Patrik Wild: due professionisti che non solo conoscono profondamente queste colline ma sono anche capaci di trasformare una camminata in una esperienza, durante la quale leggere il paesaggio, capire la storia del territorio, accorgersi di cose che dal finestrino di un’auto in corsa non si riescono certo a vedere.

Torriana è uno di quei posti che sorprendono: un piccolo borgo medievale arroccato sulla cima di una collina rocciosa, tra gli Appennini e il mare Adriatico, con una vista che toglie il respiro e una quiete e una pace che, oramai, è merce rara.

Poi a tavola

Dopo il trekking, una sosta per pranzare in un’osteria, che esiste da oltre un secolo, durante il quale ha fatto un po’ la storia della cucina romagnola. Ma c’è un motivo in più per cui il Gruppo Giovani Soci di RomagnaBanca ha scelto di fare sosta qui. L’Osteria Sociale Povero Diavolo non è un ristorante qualunque. Qui, infatti, si cucina la ricetta dell’integrazione.

È la rinascita di una storica insegna stellata di Poggio Torriana, oggi gestita dalla cooperativa sociale Aldéia (che in portoghese vuol dire villaggio, paesino, borgo) con uno scopo preciso: offrire lavoro e un ambiente accogliente a migranti, persone con disabilità, ex carcerati e altri individui che hanno incontrato difficoltà nel reinserimento nel mondo del lavoro.

Sedersi a pranzo lì non è solo mangiare bene, cosa che comunque – ci assicurano i Giovani Soci di RomagnaBanca – si fa e alla grande, ma è scegliere di sostenere un’economia diversa, civile, che il Credito Cooperativo conosce bene.

Osteria sociale Povero diavolo (Foto Aldéia)

Cambiare punto di vista

L’idea è nata da due esigenze che si sono incontrate: far conoscere ai Giovani Soci la bellezza dell’entroterra romagnolo, così vicino e così troppo spesso sottovalutato, e portarli a contatto con una realtà come il Povero Diavolo: un esempio concreto di come impresa e inclusione sociale possano camminare insieme.

Un cambio di prospettiva sul paesaggio e anche sui migranti. La pensano così anche i ragazzi e le ragazze di Aldéia che hanno riaperto il Povero diavolo con l’obiettivo di: “far cambiare il punto di vista che spesso vede nei migranti forza-lavoro da sfruttare. Invece sono tutti preziosi, portatori di competenze, menti pensanti e voci da ascoltare”.

RomagnaBanca ha supportato l’iniziativa economicamente, coprendo parte delle quote dei soci e degli accompagnatori, e ne ha curato la promozione tramite newsletter e SMS.

Il risultato? Una giornata che difficilmente chi ha vissuto potrà dimenticare, portando a casa la consapevolezza che un territorio si conosce davvero solo quando ci si cammina dentro, e la scoperta di una realtà come il Povero Diavolo che cambia un po’ il modo di pensare a cosa significa fare impresa.

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