Come un gruppo di Giovani Soci BCC ha trasformato la propria energia in impatto concreto: finanziando e ampliando le ore di pet therapy nel reparto di oncoematologia pediatrica di Rimini, in collaborazione con l’Istituto Oncologico Romagnolo.
Il progetto: quando la finanza cooperativa abbraccia la cura
C’è una misura del valore di una banca che non si trova in nessun bilancio: è la capacità di stare vicini alle persone nei momenti più difficili. I Giovani Soci di Riviera Banca BCC l’hanno dimostrato in modo concreto, sostenendo e contribuendo ad ampliare le ore di pet therapy presso il reparto di oncoematologia dell’ospedale di Rimini.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR), porta cani addestrati — e le persone che li guidano — a fianco di pazienti che affrontano percorsi di cura complessi. Un progetto che, nelle parole dei giovani stessi, “ci ha toccato profondamente anche dal punto di vista emotivo”.
Perché la pet therapy in oncologia funziona


A spiegare l’impatto scientifico e umano del progetto sono state la Direttrice Dott.ssa Roberta Pericoli e la psicologa Samanta Nucci, che hanno incontrato il gruppo dei Giovani Soci portando testimonianze preziose.
Il dato più sorprendente riguarda i bambini: grazie sia alle simulazioni con i cani sia all’interazione diretta con loro, i piccoli pazienti si sottopongono a interventi terapeutici che in precedenza rifiutavano. La presenza dell’animale abbassa le difese, riduce l’ansia e crea un contesto di fiducia in cui la cura diventa più accessibile.
Il supporto emotivo — confermano le professioniste — non è un accessorio del percorso di cura: ne è parte integrante. E ogni ora in più di pet therapy è un’ora in più di serenità per il paziente, per la famiglia, per il reparto.
“Anche una carezza può fare la differenza. E noi non possiamo che essere fieri di poter contribuire ad aumentare le ore di questo progetto che dona sollievo.”
Le sfide organizzative: rispetto, protocolli e sicurezza
Portare animali in un contesto ospedaliero non è semplice. Il progetto ha richiesto — e richiede tuttora — un lavoro di coordinamento attento, con protocolli rigorosi per garantire l’igiene, la sicurezza dei pazienti immunodepressi e il benessere degli animali stessi.
Il contributo dei Giovani Soci non si è limitato al sostegno economico: ha significato anche prendere parte a questo processo, comprenderne le complessità e diventare portavoce consapevoli di un’iniziativa che bilancia cura, normativa e umanità.
Un modello replicabile per tutta la Rete Giovani Soci e Socie BCC
Questa esperienza che ha coinvolto i Giovani Soci di Riviera Banca offre uno schema di azione concreto e trasferibile a qualsiasi gruppo sul territorio nazionale. Gli ingredienti sono semplici:
- identificare un bisogno reale e locale (non un progetto generico, ma un’iniziativa radicata nel proprio territorio, visibile alla comunità e rispondente a un bisogno autentico),
- fare rete con chi già opera nel territorio, diventandone sostenitori e alleati
- vivere il progetto in prima persona, proprio come hanno fatto i Giovani Soci di Riviera banca che non si sono limitiati a fare una donazione a distanza, ma hanno partecipato ad un’esperienza che ha trasformato anche loro.

