155mila euro nelle mani di ragazzi under 25 per sostenere i progetti dei loro coetanei in provincia di Como
«Provateci, provateci e riprovateci»: questa è la filosofia dei giovani protagonisti di YouthBank. Hanno tutti dai 15 ai 25 anni, si sono candidati lo scorso autunno e, dopo un periodo di formazione, ora gestiscono 155mila euro da assegnare a progetti proposti dai loro coetanei in tutta la provincia.
Giovani che decidono per i giovani
Loris Paravisi, studente di Lettere moderne e bibliotecario, spiega che l’interesse per YouthBank era nato da tempo: il progetto aveva una buona reputazione nel terzo settore e rappresentava un’esperienza che sentiva di voler fare. Ora fa parte della filiale di Erba, che insieme alle altre quattro sedi comasche rappresenta un punto di riferimento solido per le iniziative giovanili del territorio.
Tra i progetti vincitori degli scorsi anni ci sono nuovi spazi aggregativi, calendari di eventi, laboratori e persino un podcast: altro che giovani “sdraiati”.
I bisogni emergono dal territorio
Il lavoro dei giovani banker è partito da un questionario per mappare le necessità più sentite. Ogni filiale ha individuato priorità diverse, ma emerge un tema trasversale: dal Lario alla Bassa, serve maggiore attenzione al benessere psicologico ed emotivo dei ragazzi.
Per Valentina Ciancia, 20 anni, youth banker della filiale di Olgiate, l’esperienza in YouthBank ha significato costruire nuove relazioni con ragazzi che condividono interessi simili. Il lavoro di ascolto ha fatto emergere come i giovani di Olgiate cerchino soprattutto occasioni di crescita personale, orientamento e alfabetizzazione finanziaria. La preoccupazione più grande è quella di arrivare al diploma senza esperienze concrete e trovarsi in difficoltà nel mondo del lavoro.
La responsabilità di scegliere
La fase più delicata per i giovani banker è la selezione dei progetti da finanziare. Loris ammette di pensarci spesso: si tratta di una responsabilità importante, che non si esaurisce con l’assegnazione dei fondi ma continua nel monitoraggio della realizzazione delle iniziative.
E proprio come in banca, i soldi non spuntano dal nulla: arrivano alle filiali grazie a Fondazione Comasca, capofila del progetto, dalla BCC Cantù, da Fondazione Cariplo, dal Fondo De Orchi e dal Fondo Fondazione Cristina Mazzotti.
Quest’anno la sede di Como città gestirà il budget più consistente: 40.000 euro. Nel gruppo c’è Fabio Tettamanti, 22 anni, laureato in economia e al secondo anno in YouthBank. Racconta di essersi avvicinato al progetto quasi per caso, dopo aver letto un articolo, pensando potesse essere utile per il curriculum. L’esperienza si è rivelata talmente coinvolgente da spingerlo a continuare.
Como chiede spazi e opportunità
Lavorando al bando, Fabio e il suo gruppo hanno individuato la necessità di intervenire su educazione civica, orientamento universitario e creazione di luoghi di aggregazione. La percezione di Fabio è che Como sia una città poco dinamica sul fronte giovanile: organizzare iniziative per questa fascia d’età può essere complesso, ma vale la pena tentare. Valentina condivide questa visione: troppo spesso le attività pensate per i giovani sono in realtà lontane dai loro bisogni reali.
Dall’altra parte della scrivania
Probabilmente questo accade perché le decisioni vengono prese da adulti. In YouthBank, invece, gli adulti hanno solo un ruolo di facilitazione. Fabio sottolinea come per lui sia stata la prima volta in cui si è trovato nella posizione di valutare e scegliere, anziché essere valutato. Diventare un riferimento per chi propone progetti è gratificante, così come ricevere inviti agli eventi realizzati e costruire relazioni e contatti professionali.
Servono idee, serve gente che abbia voglia di abitare attivamente questi territori. L’anno scorso sono stati finanziati 34 progetti tra tutte le filiali quindi non bisogna farsi bloccare dal timore che la propria idea non piaccia. Provare può davvero fare la differenza.

